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Ponti Rossi: alla “riscoperta” di un antico quartiere di Napoli.

Ponti Rossi: alla “riscoperta” di un antico quartiere di Napoli.

Ponti Rossi, un antico quartiere della città di Napoli.

Ponti Rossi sono un’antica zona della città di Napoli che si estende dal famoso Parco di Capodimonte per arrivare fino a Piazza Grande, la strada principale del quartiere è Via Ponti Rossi, da cui il nome. I Ponti Rossi comprendono zone più interne e sicuramente meno conosciute, zone e strade che conducono a Miano e Capodichino (parte della città ricordata per l’aeroporto civile internazionale di Napoli e per quello militare), collegata tramite una lunga strada nota come via Ulderigo Masoni.

La zona dei Ponti Rossi è nota fin dai tempi antichi come uno dei quartieri fertili ed operosi, zona ricca destinata all’attività dell’agricoltura, settore portante dell’economia campana fin da tempi memorabili. I Ponti Rossi sono stati anche zona di colonizzazione imperiale e la traccia storicamente importante e vitale per il quartiere, lasciata dai Romani,  è un tratto di acquedotto di epoca claudia, costruito ed edificato in pietra di tufo e laterizi rossi (da cui il nome “Ponti Rossi”). Il tratto di acquedotto era indispensabile per il trasporto di acqua potabile anche per i quartieri confinanti.

ponti rossi

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Oggi questo importantissimo “monumento” storico romano si trova in grave stato di degrado e in condizione di totale abbandono; il quartiere presenta con problemi statici, avendo in parte perso la floridezza di cui godeva un tempo.

Nel XVII secolo sulle colline circostanti la zona venne eretto e poi amplificato il Complesso di Santa Maria dei Monti. Il complesso dispone di un monastero ancora attualmente esistente nonostante le modifiche apportate all’intera struttura nel corso dei secoli, in seguito a scosse e terremoti.

 

Nel secolo XIX vengono costruite molte ville rurali, poderi e rustici, nel secolo successivo si ha l’espansione urbanistica della città e infine la speculazione edilizia stravolge la naturalezza del quartiere, comportando la “rivoluzione” della plantografia della zona dei Ponti Rossi. Nell’intero quartiere, oggi, sono rimasti ben visibili alcuni modelli ed esempio di architettura del primo novecento che si avvicinano al genere del Liberty napoletano, uno stile architettonico che nasceva come fusione tra l’eclettismo e il genere monumentalista (alcuni esempio li troviamo nel rione Amedeo, quartiere della città posto più a sud). E’ possibile notare anche la fabbrica dell’Aloia per la tostatura del caffè, oggi dismessa e non funzionante.

Speriamo che quartieri una volta floridi e ricchi come quello del Rione Ponti Rossi, in possesso ancora oggi di importanti monumenti storici, possano essere rivalutati dalle associazioni competenti nel campo architettonico-monumentalistico per dare la possibilità di offrire ai cittadini dei quartieri e anche ai turisti una “pagina di storia” riscoperta.

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5 Comments

  1. anna savonamag 10, 2013 at 00:28Rispondi

    Finalmente!!! qualcuno si interessa de scrivere un articolo dei nostri Ponti rossi!!! Complimenti, sarei felicissima se si continuasse a scrivere articoli di storia dei quartieri dimenticati!!!

  2. lauramag 14, 2013 at 23:14Rispondi

    anche io abito vicino ai ponti rossi ed è stato molto carino leggere l’articolo, mi ha colpito in particolare la foto che deve essere antica…oggi al posto dei cavalli ci sono le auto e gli autobus che non passano mai! complimento!

  3. anna savonamag 29, 2013 at 23:33Rispondi

    Mia cara Laura, non solo ci sono auto e autobus, ma un area ecologica rovinando ulteriormente il sito!!!!

  4. reginanov 9, 2013 at 22:49Rispondi

    Fa piacere leggere un articolo che riguarda i Ponti Rossi,un importante monumento.Al nord sarebbe fonte di ricchezza noi l’abbandoniamo……..Bell’articolo

  5. Franconov 10, 2013 at 00:42Rispondi

    Un articolo esauriente e invitante …..speriamo un domani si avveri l’affermazione dell’amico Regina……complimenti e Grazie all’autrice Valentina LaBattaglia…..

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