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Natascha Kampusch: una lunga tragedia

Natascha Kampusch: una lunga tragedia
18 febbraio 2013 by Valentina Labattaglia in Cronaca, News con 2 Comments

La storia di Natascha Kampusch viene raccontata in televisione. La ragazza ebbe rapporti sessuali con il suo rapitore, Wolfgang Priklopi lo ha confermato nel corso del talk show “Guenther Jauch” della tv tedesca Ard. La sua storia racconta di un bambina di 10 anni sequestrata nel 1998 a Vienna e liberata soltanto nel 2006.

Natascha Kampusch è apparsa in televisione per promuovere il film “3096″ che racconta la sua biografia pubblicata nel 2010 e che uscirà il 28 febbraio nei cinema tedeschi. La protagonista è rappresentata nella “versione bambina” dall’attrice inglese Amelia Pidgeon e nella “versione ragazza” da Amelia Campell-Hughes.

Nella sua biografia, Natascha Kampusch aveva scritto che con il suo rapitore “non ci fu sesso”, lo definì “L’uomo che mi picchio’, che mi chiuse in uno scantinato e mi fece soffrire la fame, cercava carezze“. Nella versione cinematografia, pero’, vengono mostrate diverse scene di sesso. Alla domanda diretta del conduttore Jauch se lei fosse stata consenziente, la ragazza ha risposto che dopo la verbalizzazione della sua versione dei fatti non poteva più negarlo. Nell’agosto del 2006, in un verbale raccontava di aver dormito e di aver avuto rapporti sessuali volontari con il suo aguzzino. ”Il film è un modo di raccontare come è andata veramente la storia, la tragedia personale che non avevo mai raccontato interamente” sono le parole sincere della ragazza austriaca.

All’altra domanda tagliente del presentatore (perche’ non sia fuggita prima dalla sua prigione), Natascha Kampusch ha risposto di essere stata vittima di “una pressione durata anni, una prigione intima, che mi ha impedito di liberarmi. Lui mi intimava di non guardare nessuno e mi diceva che avrebbe accoltellato o fatto di peggio a chiunque avesse tentato di aiutarmi”.

Il lungo periodo di prigionia sembrava aver creato un legame tra Natascha Kampusch e il suo aguzzino, morto sotto un treno mentre era inseguito dalla polizia. L’ipotesi del “legame” è stata al centro di molte discussioni per il fatto che lei era diventata grande, era cresciuta durante la prigionia. In un’intervista allo ‘Spiegel’ la Kampusch ha dichiarato che “forse sarebbe stato meglio se Priklopil fosse ancora in vita perchè sarebbe stato chiaro che la vittima sono io, adesso si pensa che sia stata io a fare qualcosa al colpevole e mi tocca sopportarlo”. Natascha racconta anche di come in Austria si sente spesso circondata da un clima di ostilità e diffidenza: “Per me e’ difficile da sopportare, e’ come se venissi spinta ad emigrare all’estero oppure ad ammazzarmi”.

E’ la triste vicenda durata “3096″ giorni di ragazza, una bambina che non ha conosciuto amore e che è “cresciuta”  nelle mani di un uomo che le ha negato la possibilità di essere felice,che gli ha sottratto la libertà e gli anni più belli della sua vita: l’adolescenza.

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2 Comments

  1. Fedefeb 18, 2013 at 22:41Rispondi

    Ma è mostruoso! :(
    Ma non si sanno i motivi del rapimento?

  2. Valentina Labattagliafeb 19, 2013 at 23:32RispondiAuthor

    li racconta nella sua biografia

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