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L’odio sbarca su Facebook!

L’odio sbarca su Facebook!
23 febbraio 2013 by Valentina Labattaglia in Varie con 0 Commenti
Enemy Graph: nuova geniale social app di Facebook con cui puoi farti dei nemici!La nuova applicazione del social network consiste nel manifestare “virtualmente” l’odio per alcuni utenti e creare una lista di nemici giurati. Girava voce di voler apportare anche la funzione del tasto-click “dislike” (non mi piace) ma quest’ultima applicazione è stata di sicuro maggiormente apprezzata dagli utenti.
Avere migliaia di contatti sul proprio profilo Facebook, come mostrato da una ricerca effettuata dal bonsai.tv, appare come un segno di esteriorità dilagante nel egocentrismo. Come si fa ad avere mille “amici”, tra i quali in realtà non se ne conoscono neanche 1/3? Così arriva il momento opportuno per farsi dei nemici! In che modo? Facile! Usando la social app Enemy Graph

L’applicazione consiste nel creare una pagina parallela in cui l’utente può segnare tutto quello che odia. Non è possibile soltanto inserire “nemici” dalla lista di contatti con cui l’utente ha “già stretto amicizia” ma con il supporto di un apposito tasto “Add Enemy”, si può scegliere tra categorie: i contatti presenti nella lista dell’utente e le pagine pubbliche.

Sulla sinistra della pagina ci sono due sezioni che mostrano le pagine più odiate e i nemici degli amici, quasi a formare una specie di top ten degli “odi collettivi” da cui trarre ispirazioneAncora più interessante e “cinica” è la possibilità di scegliere un “Arcinemico”: la propria nemesi su Facebook!

Un’altra sezione posta sulla sinistra informa della “Social Dissonance”, ovvero quando uno dei propri amici virtuali interagisce con uno degli “enemies” della lista dei contatti odiati, rischiando di candidarsi come uno dei prossimi bersagli della “personal hate list”.

Ideatore di questa new social app è  Dean Terry, un professore universitario dell’Università di Dallas, e si occupa del programma sui “new media”, che quale spiega che «le persone sono accomunate anche dalla negatività, non per forza dalla condivisione di qualcosa di positivo, e lo sport è l’esempio classico. È possibile immaginare un abuso o un uso sbagliato dell’applicazione, ma terremo d’occhio cosa succede molto da vicino».

Creatore anche di “Undettewwtable”, l’app che consentiva di avere traccia dei tweet cancellati, Terry ha coinvolto i suoi studenti in questo nuovo progetto.Ovvio che l’app chiede l’autorizzazione all’accesso al  profilo degli utenti per dare anche la possibilità di comunicare la propria lista di nemici. Gli “odi” non saranno protetti dall’anonimato: è una dichiarazione di guerra virtuale! Il nemico potrebbe rispondere all’atto di guerra e creare a sua volta la propria lista dei nemici con i suoi odi e bersagli tra i contatti.

Il desiderato il pulsante “dislike” in opposizione al troppo usato”like”, nonostante l’altro numero di richieste fatte anche direttamente sulla pagina di Mark Zuckerberg, probabilmente non verrà “attivato”, Facebook non cede. La ragione? Il perchè è da ricondurre ad un interesse puramente economico di cui il social network si nutre. Cosa succederebbe se una pagina pubblica venisse riempita di “dislike”? Si formerebbe pubblicità negativa? Dipende dal profilo dell’utente!

 

 

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