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Sesso, alla scoperta del punto G

Sesso, alla scoperta del punto G
22 marzo 2013 by Scorpion in Curiosità, Sesso con 0 Commenti

E’ sempre più acceso il dibattito tra gli esperti sul cosiddetto “punto G“, l’oggetto misterioso della sessualità femminile che, a seconda delle correnti di pensiero degli studiosi e scienziati, esisterebbe o meno nel corpo della donna. Dopo diversi annunci che di volta in volta ne confermavano o smentivano l’esistenza, mostriamo di seguito il risultato di un ennesimo studio sull’interessante argomento. La ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Sexual Medicine“, sostiene che il “punto G” esiste davvero.

Dove si trova
Il ginecologo americano Adam Ostrzensky, dell’Institute of Gynecology di St. Petersburg in Florida, dopo aver effettuato l’autopsia di una donna di 83 anni, ha trovato all’interno della vagina della signora ”una struttura anatomicamente differenziata nella membrana perineale dorsale a 16,5 millimetri dalla parte superiore dell’orifizio uretrale, che forma un angolo di 35 gradi con la parete laterale dell’uretra“. Insomma sembrerebbe si trattasse proprio del “punto G”, quello teorizzato e descritto per la prima volta, nel 1950, dal ginecologo tedesco Ernst Grafenberg (dalla cui iniziale prende appunto il nome).

Com’è fatto
La scoperta di Ostrzensky ha individuato un punto G  lungo 8,1 millimetri, largo da 1,5 mm, e spesso 0,4 mm. Una volta estratto, il tessuto del punto G è estendibile fino a oltre 30 mm e la sua consistenza è simile al tessuto erettile del clitoride.

Punto G

Punto G

Gli studi del passato
Già un pò di tempo fa, un gruppo di ricercatori guidati da Emmanuele Jannini, docente di endocrinologia presso l’università dell’Aquila, aveva individuato il Punto G tramite un’ecografia transvaginale.
La novità che contraddistingueva lo studio di questo pool di studiosi era data dall’affermare che il punto G non è una prerogativa di tutte le donne, ma solo di quelle in cui è riscontrabile un ispessimento dei tessuti che separano la vagina dall’uretra. Come spiegato da Jannini, la parete in questione è costituita da nervi e ghiandole “che si comportano in modo analogo a quanto viene riscontrato durante l’eiaculazione maschile”.

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