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Strage di erba: Rosa e Olindo non sono i colpevoli

Strage di erba: Rosa e Olindo non sono i colpevoli
4 marzo 2013 by Paoletta in Cronaca, News con 0 Commenti

Questa mattina alla trasmissione “Mattino Cinque” Azouz Marzouk, in collegamento dalla Tunisia, sfoga tutta la sua rabbia per l’omicidio di sua moglie e suo figlio Youssef, omicidio secondo lui ancora senza colpevoli. Ricordiamo che l’11 dicembre 2006 nella strage di Erba, Marzouk perse la moglie Raffaella Castagna e suo figlio Youssef Marzouk di appena due anni, ma non furono gli unici a perdere la vita infatti a morire furono anche la nonna del bambino Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.

Raffaella Castagna e il piccolo Youssef

Il marito della Cherubini, Mario Frigerio, si salvò solo perché creduto morto dagli aggressori. Marzouk intervistato, dichiara: “Rosa Bazzi e Olindo Romani non sono i colpevoli sono solo dei poveretti che stanno pagando per la loro ingenuità. Prego il Signor Frigerio di dire la verità su come sono andate realmente le cose. È necessario per tutte le persone che hanno perso i loro cari. Secondo me non sono state fatte bene le indagini. Ci sono tanti punti di domanda che sono rimasti irrisolti, ci sono dei colpevoli in giro e degli innocenti in galera. Sono stato obbligato a stare zitto, ma prima o poi farò uscire la verità. La procura di Como non voleva far uscire una verità amara. Voglio che la legge italiana si svegli e riapra il caso”. Azouz Marzouk continua attaccando duramente la testimonianza rilasciata da Mario Frigerio e lanciando delle precise accuse: “Non si è indagato abbastanza sulla famiglia Castagna. Non accuso nessuno, ma le indagini non sono state fatte bene. Mario Frigerio ha testimoniato di aver visto Olindo e Rosa massacrare 4 persone, ma all’inizio ha fatto una descrizione di una persona che non era Olindo. Solo dopo la visita del comandante Gallorini, amico di Carlo Castagna, Frigerio ha detto di aver riconosciuto Rosa e Olindo. Quando ho visto le foto di come è stato trovato morto mio figlio l’ho visto nella posizione di un bambino che conosce il suo aggressore e non ne ha paura”. Marzouk chiede allo Stato Italiano la riapertura del caso per avere giustizia per sua moglie e soprattutto il piccolo Youssef

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