neparlo.it

News

Vaccinarsi contro il papilloma virus

Vaccinarsi contro il papilloma virus
1 marzo 2013 by Paoletta in News con 0 Commenti

Il papilloma virus umano, che si contrae di norma con l’inizio dell’attività sessuale, è causa del tumore al collo dell’utero. La vaccinazione rappresenta quindi un’arma efficace di prevenzione! In Italia, la campagna di promozione del vaccino anti papilloma virus è iniziata nel 2008.

Da allora, le Asl italiane non hanno mai smesso di inviare brochure e volantini sia alle scuole, sia alle famiglie. Nonostante ciò però, il vaccino anti papilloma virus continua a rappresentare un’incognita, specie per le madri delle giovanissime italiane, sempre meno propense ad esporre le proprie bambine ad inutili rischi. L’obiettivo della vaccinazione anti papilloma virus è la prevenzione del tumore al collo dell’utero. Dal 2008 al 2011, in Italia sono state vaccinate 1.238 mila 290 adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 12 anni. Si tratta di un vaccino non obbligatorio, ma consigliato e propagandato non solo dalle case farmaceutiche. Molti esperti, infatti, sostengono che questo sia il primo vaccino anticancro della storia. Ad ogni modo, gli esperti consigliano l’adozione contemporanea delle tre principali forme di prevenzione: Pap Test, utilizzo del preservativo e vaccino anti papilloma virus. Per quel che concerne i preservativi, alcuni studi hanno dimostrato che essi non siano in grado di proteggere, totalmente, dal papilloma. Inoltre, il vaccino anti HPV non ha alcuna efficacia terapeutica, in altre parole non è in grado di estirpare il virus nelle pazienti che abbiano già contratto l’infezione. “Il vaccino anti papilloma virus è nato in Svezia, dove i rapporti sessuali sono davvero molto precoci (iniziano intorno ai 13anni). In Italia la situazione è del tutto diversa e i rapporti sessuali, di norma, iniziano dai 16 anni in poi. Ad ogni modo, sono favorevole a questa tipologia di vaccino e credo che andrebbe somministrato intorno ai 15 anni. Tuttavia, esistono degli ostacoli. Il vaccino anti papilloma virus non è facilmente accettato sia dai medici di famiglia, sia dalle mamme. Al di là di una considerazione non del tutto unanime e positiva, diversi studi scientifici hanno dimostrato l’utilità e la validità del vaccino, evidenziandone il suo sintomatico valore preventivo. Il vaccino, infatti, se somministrato al di sotto dei 16 anni, cioè prima dell’inizio dei rapporti sessuali, può preservare le giovani pazienti dal cancro al collo dell’utero. Per quel che concerne i rischi, invece, ad oggi, in Italia non è stato registrato alcun effetto collaterale. Il Vaccino antipapilloma virus non è nocivo e preserva le pazienti dal cancro al collo dell’utero” afferma la Dott.ssa De Maio, ginecologa presso la Asl di Mercato San Severino (SA).
Nello specifico:
Cos’è il Papilloma virus (HPV) – L’infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale e si può contrarre anche con rapporti non completi. Il preservativo, che va sempre usato, non garantisce una protezione totale contro questo virus. Circa il 65% delle persone entra in contatto con il virus HPV almeno una volta nella vita. Alcuni tipi di HPV possono provocare lesioni che, lentamente, possono trasformarsi in forme tumorali del collo dell’utero. Il virus HPV è infatti responsabile del carcinoma della cervice uterina, primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della Sanità come totalmente riconducibile ad una infezione.
Perché è raccomandato vaccinarsi - Perché questa vaccinazione previene il tumore al collo dell’utero provocato dai papilloma virus 16/18. Gli effetti collaterali che possono eventualmente manifestarsi in seguito alla vaccinazione (leggero arrossamento nel luogo dell’iniezione e talvolta qualche linea di febbre) sono modesti e generalmente di breve durata.
A chi è rivolta la vaccinazione - È rivolta a tutte le ragazze, a partire dagli undici anni compiuti. Perché vaccinarsi così presto - Perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore e quindi il beneficio è massimo. Inoltre la vaccinazione è molto efficace se effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale perché induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con il virus HPV.
Il vaccino sostituisce lo screening periodico (Pap Test) – Assolutamente no, il vaccino non sostituisce lo screening periodico per il tumore del collo dell’utero (Pap Test). Il vaccino anti HPV protegge dalle lesioni causate dai ceppi 16 e 18, responsabili del 70% dei cancri invasivi e si integra con programmi di diagnosi precoce (Pap Test ed altri). Il Pap Test, dunque, resta una forma di prevenzione fondamentale, anche per le pazienti vaccinate.
In che cosa consiste la vaccinazione – I vaccini anti HPV (human papilloma virus) attualmente sul mercato sono due: Gardasil (€ 564 per tre iniezioni) commercializzato negli Stati Uniti dalla Merck Phalmaceutical, coadiuvata in Europa dalla partner francese Sanofi-Pasterur. In concorrenza pronto anche il Cervarix prodotto dalla GlaxoSmithKline britannica. Si tratta di un’iniezione intramuscolare iniziale e due richiami entro sei mesi. Si prevedono altri richiami dopo 5 anni al termine della presunta protezione. Anche i Paesi europei hanno reso disponibili sul mercato il vaccino HPV, ma l’Italia è il primo che lo distribuisce gratuitamente alle 11enni.
Ricordate: PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE!

Tagged , , , , , , ,

Articoli Correlati

Rispondi

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

'