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Viaggiare nel futuro è possibile? Gli scienziati dicono sì

Viaggiare nel futuro è possibile? Gli scienziati dicono sì
25 febbraio 2013 by Scorpion in News, Tecnologia con 0 Commenti

Chi di noi non ha sognato almeno una volta di poter viaggiare nel tempo? Questo desiderio probabilmente non riusciremo a realizzarlo ma qualche nostro discendente potrebbe riuscire in questa impresa ai limiti dell’impossibile. Sono gli scienziati ad affermarlo, grazie ai risultati sempre più incoraggianti a cui stanno portando gli studi di meccanica quantistica che hanno come tema centrale dell’argomento proprio il teletrasporto di particelle ed oggetti e la possibilità di muoversi, oltre che nello spazio, anche nel tempo. In particolare il professor Seth Lloyd del MIT, il Massachuissets Institute of  Technology di Boston ha sorprendentemente dichiarato che il viaggio nel futuro è tecnologicamente possibile.

In fondo lo stesso Einstein aveva sostenuto durante le sue ricerche che lo scorrere del tempo non è universale, ma varia in base al differente stato di moto in cui si trovano due corpi che si osservano l’un l’altro. In particolare più è veloce il moto relativo di un corpo, più questo percepirà in modo rallentato lo scorrere del tempo. Lo stesso effetto che otterrebbe avivcinandosi ad una grossa massa gravitazionale come la Terra. Ed è proprio in base a questo principio fondamentale che gli studiosi sostengono la possibilità di viaggiare nel tempo. E’ quindi grazie ancora una volta agli studi di Albert Einstein con la sua teoria della relatività che la scienza moderna può dirsi possibilista su qualcosa che avrebbe realmente dell’incredibile. L’impresa non sarà affatto semplice e per poter pervenire a risultati pratici potrebbero essere necessari ancora molti anni di ricerche ed esperimenti trattandosi di fatto di mettere insieme le leggi della meccanica quantistica con quelle della relatività.

Qualche passo avanti però è stato fatto quando lo scorso anno alcuni studiosi presso l’Optical Ground Statio dell’Agenzia Spaziale Europea alle Canarie, è riuscito sorprendentemente a replicare una particella di luce a più di 14 Km di distanza. L’originale è andato distrutto, perciò si può affermare a tutti gli effetti che non si è trattato semplicemente di crearne una copia in un altro luogo. E’ evidente che da qui a parlare di teletrasportare un corpo ce ne passa, ma il risulato ha ugualmente del fantascientifico. Non va dimenticato inoltre che l’applicazione alla realtà di teorie di questo genere, comporta, oltre alla oggettiva necessità di progettare e realizzare macchinari in grado di compiere l’impresa, anche l’esigenza di superare alcuni paradossi fisici e di coerenza, primo su tutti, ad esempio, quello che presuppone che se un uomo dovesse viaggiare nel futuro, il corso degli eventi continuerebbe senza di lui e perciò si ritroverebbe a cercare qualcuno che non esiste più perchè sparito molto tempo prima.

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