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Voyager 1: la sonda che è uscita dal Sistema Solare

Voyager 1: la sonda che è uscita dal Sistema Solare

L’espressione “l’uomo potrebbe anche conquistare l’universo un giorno” non sembra più soltanto un eufemismo.

Lo dimostra il grande evento verificatosi nello spazio quando la sonda Voyager 1 ha superato i confini del Sistema Solare e si trova al momento ad una distanza di circa 19 miliardi di chilometri dalla Terra. Lo storico veicolo spaziale americano era stato lanciato nello spazio nel 1977 e più volte sembrava in procinto di abbandonare la nostra atmosfera ma soltanto nel 2013 la sonda ha varcato i confini dell’universo conosciuto per esplorare lo spazio interstellare di quella che sembra essere una zona intermediaria con un altro Sistema solare.

”Ora che ci sono giunti i nuovi dati, crediamo che questo sia un momento storico per il genere umano”, ha dichiarato Ed Stone, uno dei responsabili del progetto Voyager con sede presso il California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena. “Ora possiamo rispondere alla domanda che tutti ci stavamo facendo da tempo: siamo già arrivati? Sì, ora lo siamo”

La sonda Voyager 1 continuerà a inviare dati  e immagini sulla Terra almeno fino al 2020, momento in cui le batterie di plutonio con cui venne costruita cesseranno di caricarsi. Il suo segnale è molto debole: solo 23 watt, che impiega circa 17 ore per arrivare sulla Terra giunge, calcolando la grande distanza, ridotto ad una frazione di un miliardo di miliardesimo di watt. I ricevitori del segnale della sonda contengono una serie di antenne che hanno un diametro che varia da 34 a 70 metri.

La sonda Voyager 1 viaggia verso l’esterno del Sistema Solare insieme con la gemella Voyager 2, lanciata due settimane prima ma che si trova a 15 miliardi di chilometri dal pianeta verde perché trentasei anni fa intraprese un ‘tragitto diverso’.

Entrambe le sonde sono messaggeri cosmici dell’umanità, come una specie di messaggio in bottiglia disperso nell’universo contente le informazioni più complete inviate dall’uomo a una civiltà extraterrestre. Si tratta del disco d’oro che si trova sulle sonde Voyager 1 e Voyager 2. Prima di recapitarlo ad un’eventuale civiltà aliena, comunque, la Voyager 1 dovrà viaggiare ancora a lungo: almeno 40.000 anni prima di raggiungere un’altra stella intorno alla quale potrebbero ruotare pianeti abitati.

Se un alieno dovesse trovare il disco e riuscisse a decifrare le istruzioni per vederne le 115 immagini e per ascoltarne i suoni, conoscerebbe le voci della natura e quelle umane, che salutano in 55 lingue di tutti i continenti e di tutte le epoche, e inoltre le musiche di Bach e Mozart, fino al Rock and Roll.
Ideatore e autore del messaggio cosmico terrestre contenuto nel disco d’oro delle Voyager è stato l’astronomo Carl Sagan, uno dei più celebri scrittori di fantascienza e padre del programma Seti  (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), il cui unico scopo sembrerebbe quello di scoprire forme di vita aliena. Tutto il mondo scientifico è in
attesa di ulteriori immagini provenienti da Voyager 1.

Mentre la sonda esplora parte dell’universo ignota, noi non possiamo che alimentare la speranza, un giorno, di poter rintracciare qualche forma di vita extraterrestre: l’universo è troppo grande per non contenere civiltà aliene!

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